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Fezzan. Un segnino alla conquista del Sahara
L’Ottocento africano è un periodo storico affascinante ma ancora poco conosciuto e carente di fonti storiografiche e documentarie. Da un lato la regione nordafricana, l’odierno Maghreb, è ancora formalmente sotto il controllo dell’Impero Ottomano, in un clima di forti cambiamenti nelle strutture socio-politiche, favoriti anche dal crescente contatto con la cultura europea. Dall’altro le potenze del Vecchio Continente stanno preparando il terreno diplomatico e politico per quella che sarebbe stata la successiva colonizzazione africana.
La vicenda umana e religiosa di Padre Filippo da Segni si colloca proprio in questo contesto. Un viaggio, lungo e pericoloso, attraverso il deserto e le rotte carovaniere, affiancando il suo nome a quello dei grandi e più noti esploratori inglesi e tedeschi. Questo è il “racconto di un uomo che sceglie di consegnare sé stesso all’ignoto per fedeltà a una chiamata interiore”. Un segnino, cresciuto con l’odore dei vicoli del centro storico, i tramonti dorati di Pianillo e il suono ruvido e soave del dialetto della nostra gente che, consapevolmente o meno, recita da protagonista una grande storia, oltre i confini del mondo – all’epoca – conosciuto.














