CLEMENTINA CALIGARIS

Clementina Caligaris. Storia di una consultriceDario Petti

CLEMENTINA CALIGARIS.
Storia di una consultrice

Formato: 15×21
Pagine: 194
Prezzo: 15 euro
Anno: 2019
ISBN: 978-88-99580-48-3

Il 25 settembre del 1945 per la prima volta in Italia tredici donne entrano a far parte di un’istituzione politica, si tratta della Consulta nazionale per la Costituente, un parlamento transitorio nominato dai partiti del CLN in attesa delle prime elezioni politiche dopo la caduta del regime fascista. Sono passati otto mesi da quando il presidente del consiglio dei ministri Ivanoe Bonomi ha emanato il decreto che sancisce il diritto di voto per le donne italiane, mentre il Nord del Paese era ancora occupato dalle forze nazifasciste. Le consultrici, le prime donne a varcare la soglia di Palazzo Montecitorio come rappresentanti politiche, sono circondate da un clima di grande curiosità. Nella piccola pattuglia femminile i cronisti notano una figura diversa dalle altre, unica a mantenere un tono rigidamente austero negli atteggiamenti e nel vestire. «Nel settore occupato dai socialisti sedeva una donna anziana, secca e piccola, vestita di nero, calze nere e cappello nero». Si tratta di Clementina Caligaris, la più anziana tra le consultrici, maestra di origini vercellesi, ha insegnato per diciotto anni a Sezze romano (Latina) prima che il fascismo, alla vigilia della marcia su Roma, la cacciasse insieme alla sua famiglia costringendola a rifugiarsi a Velletri. «Soltanto la Caligaris mantiene alle apparenze e ostenta anche verbalmente un certo disprezzo per l’Assemblea che, secondo lei, bizantineggia mentre fuori Montecitorio problemi vitali assillano la vita del paese». Nei tratti duri è scritto il suo carattere ma anche la vicenda di una militanza femminile iniziata all’alba del ‘900 non nei salotti borghesi o nelle aule universitarie, ma nelle campagne più povere del Lazio meridionale, accanto ai braccianti, alle loro mogli e ai loro figli, per lo più analfabeti, abitanti in capanne e tuguri. Una lunga militanza politica, poco conosciuta al tempo, completamente dimenticata in seguito, eppure il PSI di Pietro Nenni, tra i principali partiti di massa, scelse lei per iniziare a dare rappresentanza e voce alle donne italiane. Un raro profilo di militanza politica femminile capace di attraversare l’Italia liberale, fascista e repubblicana. Questo libro ricostruisce la sua storia.

L’autore:
Dario Petti, nato a Latina nel 1973, è laureato in sociologia e giornalista pubblicista. Da anni si occupa di ricerche di storia politica e sociale del territorio pontino. Ha pubblicato i volumi Il Partito comunista italiano nella provincia di Latina: 1921-1956 (D’Arco Edizioni, 2007); Giulio Bernardini e le origini del socialismo a Bassiano (Agra Edizioni, 2012); La Palude Rossa. La vita del prof. Temistocle Velletri primo sindaco socialista di Sezze e pioniere del socialismo lepino (Annales edizioni 2013) vincitore del Premio Fiuggi storia sez. Lazio meridionale nel 2014; Le origini del socialismo a Cori (Annales edizioni 2014). È autore dei saggi: Radici, ascesa e declino elettorale del PRI nella provincia di Latina 1946-1951 per gli Annali della Fondazione Ugo La Malfa, XXIV 2009, (Gangemi Editore, 2010); Aldo D’Alessio: un percorso biografico, nell’opera collettanea curata dalla prof.ssa Silvana Casmirri: Il ceto politico del Lazio nell’Italia repubblicana. Dinamiche della rappresentanza e costruzione del consenso 1946-1963 (Franco Angeli, 2011); Coloni emiliano-romagnoli e orientamento politico in Il Filo rosso del socialismo fra il territorio emiliano-ferrarese e quello lepino-pontino a cura di Cristina Rossetti e Sparta Tosti (Carte Pontine 8 – Archivio di Stato di Latina). Coautore dei libri sulla malasanità italiana Lady Asl (Editori Riuniti 2008) e Le mani sulla sanità (Editori Riuniti 2009).

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